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Il grido d'allarme fu lanciato, nel 2008, dall'operatore di energia elettrica Edison: i concerti dei nostri amati cantanti sono delle vere e proprie bombe ecologiche. Basta, infatti, un concerto di medie dimensioni - con un impianto da 20 kilowatt, una decina di persone coinvolte nell'organizzazione e circa 5000 partecipanti - per produrre un'emissione di 101 tonnellate di CO2. In un anno, l'equivalente dei consumi di 6 mila famiglie! E così Edison ha concretizzato in un progetto, dal nome ChangeTheMusic, il suo impegno nel monitoraggio dei consumi energetici in occasione degli eventi musicali. L'analisi elaborata dall'Osservatorio Edison, in collaborazione con AzzeroCO2, sulle emissioni di anidride carbonica associate agli show lascia trasparire un dato tendenzialmente positivo: a fronte di un aumento complessivo degli eventi (giunti 33mila dai 24mila del 2007), c'è stata in Italia un'esplosione di musica eco-sostenibile. Ovvero, concerti più attenti all'efficienza energetica, con il risultato di un abbattimento del 10 per cento delle emissioni prodotte ed un risparmio pari a 300mila tonnellate di CO2. Sono sempre di più gli artisti che, in nome dell'impegno ecologista, convertono al green il loro modo di fare spettacolo: dai Radiohead a Ligabue, dal Safari Tour di Jovanotti a Tiziano Ferro, l'imperativo è ridurre l'impatto. Per non parlare dei festival che brulicano in tutto il mondo: primo fra tutti lo storico Isle of Wight Festival, il cui prossimo appuntamento in Australia sarà completamente alimentato con energia solare o prodotta da biocombustibili.
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